
L’orticaria è una malattia infiammatoria della pelle caratterizzata dalla comparsa di pomfi transitori (lesioni in rilievo), spesso accompagnati da prurito e, in alcuni casi, da angioedema.1
Si tratta di una patologia sostenuta dall’attivazione dei mastociti, con rilascio di mediatori come l’istamina, che determinano la formazione delle tipiche lesioni cutanee.1
Dal punto di vista clinico, si distingue in1:
- orticaria acuta, quando i sintomi durano meno di 6 settimane
- orticaria cronica, quando le manifestazioni persistono o si ripresentano per più di 6 settimane
In particolare, la forma cronica è definita dalla presenza di pomfi ricorrenti, con o senza angioedema, presenti quotidianamente o quasi per oltre sei settimane.1
Epidemiologia2
L’orticaria è una patologia cutanea molto frequente nella popolazione generale. Si stima che circa il 15–20% delle persone presenti almeno un episodio di orticaria nel corso della vita.
Distribuzione delle forme2
- La forma acuta è la più comune e spesso ha un decorso breve e autolimitante
- La forma cronica rappresenta una quota minore dei casi, ma ha maggiore impatto clinico
- La prevalenza dell’orticaria cronica nella popolazione generale è stimata intorno allo 0,5–1%
Distribuzione e impatto globale3
L’orticaria è diffusa in tutto il mondo e rappresenta una patologia con elevato impatto sanitario, sia per la frequenza che per le possibili ricadute sulla qualità di vita. A livello globale, milioni di persone sono colpite ogni anno, confermando l’orticaria come una condizione dermatologica comune e rilevante nella pratica clinica.
Perché compare l’orticaria2
L’orticaria è una reazione della pelle che può essere scatenata da diversi fattori. Non esiste una sola causa: spesso si tratta della combinazione di più elementi che rendono la pelle più sensibile.
Reazione del sistema immunitario2
Alla base dell’orticaria c’è l’attivazione di alcune cellule della pelle (i mastociti), che rilasciano sostanze come l’istamina. Questo provoca:
- arrossamento
- gonfiore (pomfi)
- prurito intenso
Cause allergiche2
In alcuni casi, l’orticaria è legata a una reazione allergica, ad esempio a:
- alimenti (come latte, uova, frutta secca)
- farmaci
- punture di insetti
Queste forme sono più comuni nell’orticaria acuta.
Fattori esterni (trigger)2
Molti episodi sono scatenati da fattori non allergici, come:
- caldo o freddo
- pressione sulla pelle (vestiti stretti)
- sudorazione o sforzo fisico
- infezioni
- stress
In questi casi si parla spesso di orticaria “inducibile”.
Cause non sempre identificabili2
Nelle forme croniche, molto spesso non si riesce a individuare una causa precisa.
- il sistema immunitario può attivarsi spontaneamente
- possono essere coinvolti meccanismi autoimmuni
È per questo che l’orticaria cronica è definita spesso “spontanea”.
Impatto sulla qualità di vita
L’orticaria, soprattutto nelle forme croniche, può avere un impatto rilevante sulla vita quotidiana del paziente.4
Il prurito persistente e la comparsa ricorrente dei pomfi rappresentano i sintomi più invalidanti e possono interferire significativamente con il benessere generale.4
Uno degli aspetti più importanti è il coinvolgimento del sonno: numerosi studi hanno dimostrato che i pazienti con orticaria cronica presentano disturbi del sonno e ridotta qualità del riposo, con conseguente affaticamento e riduzione della performance durante la giornata.4
Oltre ai sintomi fisici, la malattia è associata a un impatto psicologico significativo, con aumento di ansia, stress, depressione e una compromissione complessiva della qualità di vita.5
L’orticaria cronica può quindi influenzare non solo la salute fisica, ma anche il benessere emotivo, le relazioni sociali e la capacità lavorativa del paziente.5
Obiettivo del trattamento6,7
Il trattamento dell’orticaria ha come obiettivo principale quello di ottenere un completo controllo dei sintomi e migliorare la qualità di vita del paziente. Le linee guida internazionali indicano che il goal terapeutico è:
- eliminare o ridurre significativamente prurito e pomfi
- prevenire la comparsa di nuove lesioni
- mantenere la malattia sotto controllo nel tempo
Dal punto di vista clinico, il trattamento è sintomatico, perché agisce sui mediatori responsabili della malattia (come l’istamina) e sui meccanismi di attivazione dei mastociti.7
L’obiettivo ideale è raggiungere una condizione di assenza di sintomi o minimo impatto sulla vita quotidiana, attraverso una gestione continuativa e personalizzata.
Trattamenti disponibili
Il trattamento dell’orticaria è principalmente sintomatico e ha l’obiettivo di controllare la malattia nel tempo, riducendo prurito, pomfi e gonfiore.
Nella maggior parte dei casi, la terapia si basa su farmaci che agiscono sui meccanismi alla base della reazione cutanea, in particolare sull’attivazione dei mastociti e sul rilascio di istamina.8
Il primo passo consiste nell’utilizzo di antistaminici di seconda generazione, che rappresentano il trattamento di riferimento. Questi farmaci aiutano a ridurre prurito e lesioni cutanee e, nella maggior parte dei pazienti, permettono un buon controllo dei sintomi.
A differenza degli antistaminici più datati, quelli di seconda generazione sono generalmente ben tollerati e non provocano sonnolenza, perché hanno una minore penetrazione a livello del sistema nervoso centrale. Questo li rende adatti anche per un uso prolungato e per le attività quotidiane.9
Quando la risposta non è sufficiente, è possibile adottare un approccio progressivo, che può includere1,9:
- aumento del dosaggio degli antistaminici
- aggiunta di terapie mirate per modulare la risposta del sistema immunitario
- trattamenti avanzati nei casi più resistenti
Questo approccio “a step” consente di adattare la terapia alla gravità della malattia e alla risposta del singolo paziente. Parallelamente, è importante identificare e, se possibile, evitare i fattori scatenanti, soprattutto nelle forme inducibili.
Bibliografia
1. Podder I. et al.; J Clin Aesthet Dermatol. 2023;16(3):44–50.
2. Trevisan V. Rivista della Società Italiana di Medicina Generale; Vol.4 Agosto 2011; https://www.simg.it/Riviste/rivista_simg/2011/04_2011/8.pdf
3. Cite as: Pu Y, He L, Wang X, Zhang Y, Zhao S, Fan J. Global, regional, and national levels and trends in burden of urticaria: A systematic analysis for the Global Burden of Disease study 2019. J Glob Health 2024;14:04095.
4. Ozdemir Cetinkaya et al., Sleep Disturbance and Psychological Stress in Chronic Spontaneous Urticaria; Med Bull Sisli Etfal Hosp 2025;59(1):35–43;
5. Abdel-Meguid et al.; Journal of Public Health Research 2024, Vol. 13(2), 1 –8;
6. ZUBERBIER Et al. Allergy. 2022;77:734–766.
7. Clive Grattan; Clinical Medicine 2012, Vol 12, No 2: 164–7
8. Grattan CEH. The urticarias: pathophysiology and management. Clin Med. 2012. PMID: 22586795
9. Zuberbier T. et al. EAACI/GA²LEN/EuroGuiDerm/APAAACI guideline for urticaria. Allergy. 2022. PMID: 34536239