
L’acne è una patologia infiammatoria cronica dell’unità pilosebacea a eziopatogenesi multifattoriale, influenzata da fattori ormonali, nutrizionali, farmacologici, ambientali e sistemici.1
Questi determinano iperseborrea, ipercheratinizzazione follicolare, proliferazione di Cutibacterium acnes e attivazione della risposta infiammatoria.1
Oltre alle manifestazioni cliniche, l’acne può incidere significativamente sul benessere psico-emotivo.2
Eziologia dell’acne
L’acne vulgaris è una patologia a eziologia multifattoriale, risultante dall’interazione complessa tra fattori genetici, ormonali, metabolici, microbiologici e ambientali.3
I meccanismi patogenetici fondamentali coinvolti comprendono quattro processi principali:
- ipersecrezione sebacea, spesso correlata all’attività androgenica;
- ipercheratinizzazione follicolare, con formazione del microcomedone;
- colonizzazione da Cutibacterium acnes, componente del microbiota cutaneo;
- attivazione della risposta infiammatoria, sia innata che adattativa.
A questi si associano ulteriori fattori predisponenti e modulanti, tra cui5:
- predisposizione genetica individuale;
- alterazioni dell’assetto ormonale o aumentata sensibilità agli androgeni;
- fattori nutrizionali e metabolici (es. diete ad alto indice glicemico);
- esposizione a inquinanti ambientali, farmaci e stress;
- modificazioni del microbiota cutaneo e dell’ecosistema follicolare.
Nel complesso, l’acne deriva quindi da una disregolazione dell’unità pilosebacea, in cui l’interazione tra questi fattori determina l’alterazione dell’omeostasi cutanea e la comparsa delle lesioni cliniche.
Cosa sono comedoni, papule e pustole1

I comedoni sono tappi di sebo bloccati all’interno dei follicoli. Essi sono definiti aperti o chiusi a seconda se il follicolo è dilatato o chiuso alla superficie cutanea. I tappi sebacei sono facilmente estrusi da comedoni aperti, ma sono più difficili da rimuovere da comedoni chiusi. I comedoni chiusi sono le lesioni che precedono l’acne infiammatoria.

Le papule e pustole compaiono quando il batterio Cutibacterium acnes colonizza i comedoni chiusi. In questo processo il sebo viene trasformato in acidi grassi che irritano la parete del follicolo, innescando un’infiammazione. Questa reazione danneggia ulteriormente il follicolo, che può rompersi e riversare il contenuto nel derma, scatenando un’ulteriore risposta infiammatoria locale. In questo modo si formano le papule; se l’infiammazione è più intensa, si sviluppano pustole purulente.
Tra le forme più gravi di acne infiammatoria ci sono i noduli (lesioni profonde che coinvolgono più follicoli vicini) e le cisti (noduli di grandi dimensioni e consistenza fluttuante).
Epidemiologia
L’acne è uno dei disturbi cutanei più diffusi, con il suo picco di incidenza nell’adolescenza e nella prima età adulta, colpendo oltre l’80% degli individui tra i 15 e i 24 anni.5
Sebbene sia comune tra i giovani, l’acne può manifestarsi anche in età adulta. Infatti, oltre il 25% delle donne e il 12% degli uomini sopra i 40 anni riferiscono di soffrire di acne.6
I dati emersi da un sondaggio condotto su 1013 partecipanti di età pari o superiore a 20 anni mostrano come6:
- 1 donna su 2, tra i 20 e i 29 anni, soffre di acne
- 1 donna su 3, tra i 30 e i 39 anni, soffre di acne
- 1 donna su 4, tra i 40 e i 49 anni, soffre di acne
Trattamenti dell’acne
Il trattamento dell’acne deve essere impostato in base alla gravità clinica, alla tipologia delle lesioni, al rischio di cicatrici, alla localizzazione e all’impatto psico-emotivo sul paziente. Le linee guida più recenti sottolineano l’importanza di un approccio personalizzato e di una scelta terapeutica orientata sia al controllo delle lesioni attive sia alla prevenzione delle recidive e degli esiti cicatriziali.1
Le lesioni acneiche impiegano diverse settimane per svilupparsi, pertanto i trattamenti devono essere mantenuti per almeno 8–12 settimane prima di valutarne l’efficacia, e spesso richiedono l’impiego di terapie combinate con differenti meccanismi d’azione.
Le linee guida raccomandano la terapia combinata con più meccanismi d’azione e sottolineano l’importanza di valutare la risposta dopo alcune settimane di trattamento continuativo.7
Nelle forme lievi o comedoniche, il trattamento si basa prevalentemente su terapie topiche.7 I retinoidi topici e il perossido di benzoile sono indicati tra le opzioni principali; anche gli antibiotici topici trovano impiego, ma non dovrebbero essere utilizzati in monoterapia.
Le linee guida raccomandano infatti l’associazione di principi attivi con meccanismi d’azione differenti, al fine di migliorare l’efficacia clinica e limitare il rischio di antibiotico-resistenza. Tra le opzioni con raccomandazione condizionata rientrano anche acido azelaico, acido salicilico.
Nelle forme moderate o severe, soprattutto quando prevale la componente infiammatoria, può essere necessario ricorrere a trattamenti sistemici. Le linee guida dell’American Academy of Dermatology raccomandano in modo forte la doxiciclina orale e l’isotretinoina orale in specifici contesti clinici. Gli antibiotici sistemici devono essere utilizzati con cautela, per il minor tempo possibile, e sempre in associazione con terapia topica, in particolare con perossido di benzoile, per ridurre il rischio di resistenze batteriche.7
Trattamenti ormonali: in alcune pazienti selezionate, soprattutto quando l’acne è associata a una componente ormonale, possono essere considerati anche contraccettivi orali combinati e spironolattone, entrambi riportati come opzioni raccomandate in modo condizionato nelle linee guida più recenti.7

Accanto alla terapia farmacologica, assume rilievo il ruolo dei dermocosmetici e della corretta gestione quotidiana della pelle. Le raccomandazioni NICE indicano l’uso di detergenti delicati non alcalini e suggeriscono di evitare prodotti oleosi o comedogenici, inclusi alcuni cosmetici e solari. Questo supporto contribuisce a migliorare tollerabilità, aderenza terapeutica e mantenimento dell’equilibrio della barriera cutanea.8
Cura della pelle acneica
Una corretta skincare rappresenta un elemento fondamentale nella gestione dell’acne. Per favorire l’efficacia dei trattamenti è importante adottare alcune buone abitudini quotidiane:
- Detersione ed igiene della pelle: è consigliabile detergere il viso con delicatezza, utilizzando un detergente a pH fisiologico. Una corretta detersione aiuta a rimuovere sebo in eccesso e impurità senza alterare la barriera cutanea, contribuendo a mantenere l’equilibrio della pelle.
- Idratazione: secchezza e irritazione sono effetti frequenti, soprattutto in corso di trattamenti anti-acne, e possono ridurre l’aderenza terapeutica. Per questo è importante integrare prodotti idratanti con azione lenitiva e restitutiva, in grado di supportare il ripristino dell’equilibrio cutaneo e migliorare il comfort della pelle.
- Protezione solare: alcuni farmaci utilizzati nel trattamento dell’acne possono aumentare la fotosensibilità cutanea. È quindi raccomandato limitare l’esposizione al sole e utilizzare quotidianamente un filtro solare ad ampio spettro (SPF ≥30), efficace contro raggi UVA e UVB.
- Cosmesi adeguata: è fondamentale scegliere prodotti cosmetici e make-up non comedogenici e oil-free, per evitare l’occlusione dei pori e non interferire con i trattamenti in corso.
Bibliografia
1. Zaenglein AL, et al. Guidelines of care for the management of acne vulgaris. Journal of the American Academy of Dermatology (JAAD). 2016
2. SIDeMaST. https://www.sidemast.org/blog/acne-tardiva-alopecia-dermatite-quando-lo-stress-affiora-sulla-pelle/
3. Kim H.J. et al.; Int. J. Mol. Sci. 2024, 25, 5302. https://doi.org/10.3390/ijms25105302;
4. Li D. et al.; Bioengineering 2025, 12, 1333
5. Dréno B, et al. Genetics of acne: what have we learned? J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017
6. Collier J., et al. The prevalence of acne in adults 20 years and older. Journal of American Academy of Dermatology (JAAD), 2007
7. Reynolds RV, et al. J Am Acad Dermatol. 2024.
8. Linee guida NICE 2026; https://www.nice.org.uk/guidance/ng198/resources/acne-vulgaris-management-pdf-66142088866501