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La psoriasi è una patologia infiammatoria, cronica e non trasmissibile, che colpisce prevalentemente la pelle e/o le unghie, ma ha carattere sistemico. Infatti, è in grado di coinvolgere vari organi in diversi apparati.1,2

È dovuta a un persistente stato di attivazione del sistema immunitario ed è quindi definita una malattia immunomediata. Presenta inoltre un andamento cronico recidivante, con alternanza di periodi di acutizzazione e di remissione.1,2

La psoriasi è caratterizzata dall’aumento della proliferazione cellulare epidermica e si manifesta per lo più con placche eritemato-squamose (ispessimenti cutanei arrossati e desquamati).2

Le placche sono localizzate principalmente nelle seguenti aree2:

  • Gomiti
  • Ginocchia
  • Area lombosacrale
  • Cuoio capelluto
  • Regioni palmo-plantare

Patogenesi3

La psoriasi è una malattia multifattoriale, cioè una condizione in cui intervengono diversi elementi, tra cui fattori genetici, ambientali e meccanismi legati al sistema immunitario.

Tra questi, il ruolo dell’immunità rappresenta uno dei principali ambiti di studio: sebbene si ipotizzi una natura autoimmune della patologia, non è stato ancora identificato con certezza uno specifico autoantigene responsabile.

La comparsa o il peggioramento della psoriasi può essere influenzato da diversi fattori scatenanti: infezioni, stress, fumo, obesità e l’assunzione di alcuni farmaci.

I pazienti soggetti a psoriasi vengono influenzati frequentemente da cambiamenti stagionali. Fasi acute, conosciute come esacerbazioni: periodi in cui i sintomi sono severi, e fasi di remissione quando i sintomi sono leggeri o inesistenti.4

Impatto sulla qualità di vita2,7,8

Le lesioni cutanee della psoriasi possono avere un impatto concreto sulle attività quotidiane. Possono influenzare la scelta dell’abbigliamento, richiedere maggiore attenzione all’igiene personale e comportare cambi più frequenti di vestiti.

La malattia può inoltre incidere sulla sfera lavorativa e socioeconomica, determinando una riduzione della produttività e, in alcuni casi, assenze dal lavoro, con conseguente aumento del carico economico sia per il singolo individuo sia per la società.

Anche il prurito, sintomo frequente, può disturbare il sonno e ripercuotersi negativamente sulle prestazioni lavorative o scolastiche.

La visibilità delle lesioni cutanee può compromettere l’autostima e la percezione di sé, generando insicurezza e disagio nelle relazioni sociali e intime.

Non di rado la psoriasi si associa a vissuti di imbarazzo, ansia o depressione, contribuendo a un importante impatto psicologico.

La psoriasi, quindi, non è soltanto una malattia della pelle: è una condizione complessa che può coinvolgere diversi aspetti della vita della persona. Non si tratta di un semplice problema estetico, ma di una patologia che può influenzare profondamente la vita sociale, relazionale e la qualità complessiva dell’esistenza.

La pelle, infatti, gioca un ruolo centrale nell’immagine di sé e nelle interazioni con gli altri. Le reazioni dell’ambiente circostante possono favorire fenomeni di stigma e isolamento, aggravando ulteriormente il carico emotivo della malattia. Di conseguenza, la qualità della vita può risultare significativamente compromessa, con ripercussioni sul benessere fisico, psicologico e sociale.

Opzioni di trattamento della psoriasi9,10

La psoriasi è una malattia cronica per la quale, ad oggi, non esiste una cura definitiva. Tuttavia, sono disponibili numerose opzioni terapeutiche efficaci che permettono di controllare i sintomi, ridurre l’infiammazione e migliorare la qualità di vita.

La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui:

  • gravità ed estensione delle lesioni
  • localizzazione (es. viso, cuoio capelluto, unghie)
  • presenza di comorbidità
  • risposta alle terapie precedenti

L’approccio terapeutico è generalmente progressivo e personalizzato.

Trattamenti topici9,10

I trattamenti topici rappresentano spesso la prima linea terapeutica, soprattutto nelle forme lievi o localizzate. Agiscono direttamente sulla pelle e comprendono:

  • corticosteroidi: riducono infiammazione e prurito
  • analoghi della vitamina D: rallentano la proliferazione delle cellule cutanee
  • retinoidi topici: regolano il turnover cellulare
  • inibitori della calcineurina: utilizzati nelle aree più sensibili (viso, pieghe)

Queste terapie sono efficaci quando la malattia interessa una superficie limitata della pelle e presentano generalmente minori effetti sistemici.

Fototerapia9,10

Quando i trattamenti topici non sono sufficienti, può essere indicata la fototerapia. Consiste nell’esposizione controllata a specifiche lunghezze d’onda della luce ultravioletta (UV), sotto supervisione medica.

Obiettivi:

  • ridurre l’infiammazione
  • rallentare la crescita delle cellule della pelle

È particolarmente utile nelle forme moderate o diffuse e può essere utilizzata da sola o in combinazione con altre terapie.

Terapie sistemiche e biologiche9,10

Nelle forme più estese o resistenti ai trattamenti locali, si ricorre a terapie che agiscono su tutto l’organismo, come metotrexato, ciclosporina e retinoidi orali. Questi farmaci consentono di controllare l’infiammazione, ma richiedono un attento monitoraggio medico.

Negli ultimi anni, i farmaci biologici hanno ampliato le opzioni terapeutiche per le forme moderate-gravi: si tratta di trattamenti mirati che agiscono selettivamente su specifici meccanismi del sistema immunitario, offrendo un controllo più efficace e duraturo della malattia.

Approccio integrato e personalizzato9,10

Nella pratica clinica, spesso si ricorre a una combinazione di trattamenti per migliorare i risultati terapeutici. L’obiettivo non è solo ridurre le lesioni cutanee, ma anche:

  • migliorare la qualità di vita
  • prevenire le riacutizzazioni
  • gestire le eventuali comorbidità

Per questo motivo, la gestione della psoriasi richiede un approccio personalizzato e multidisciplinare, definito insieme allo specialista.

Bibliografia

1. National Psoriasis Foundation (NPF). Emotional impacts of psoriatic disease 2023.

2. Global report on PSORIASIS. World Health Organization 2016;

3. Naldi L et al. Gestione clinica della Psoriasi per il medico di medicina generale e lo specialista ambulatoriale. Pacini ed. 2016.

4. Wu Q et al, “Seasonality and global public interest in psoriasis: an infodemiology study”. Postgrad Med J. 2020 Mar;96(1133):139-143. doi: 10.1136/postgradmedj-2019-136766. Epub 2019 Sep 11. PMID: 31511319.

5. Psoriasis: A mixed autoimmune and autoinflammatory disease. Yun Liang1, Mrinal K. Sarkar1, Lam C Tsoi1,2,3, and Johann E. Gudjonsson. 2017 December ; 49: 1–8. doi:10.1016/j.coi.2017.07.007.

6. Linee Guida e Raccomandazioni SIDeMaST

7. Psoriasis: epidemiology, clinical features, and quality of life. R G B Langley, G G Krueger, C E M Griffiths. 2005;64(Suppl II):ii18–ii23. doi: 10.1136/ard.2004.033217

8. National Psoriasis Foundation (NPF). Emotional impacts of psoriatic disease 2023.

9. European Academy of Dermatology and Venereology (EADV). A variety of treatments [Internet]. 2019. Available at: https://eadv.org/cms-admin/showfile/9635-EADV%20PSORIASIS-9-A%20variety%20of%20treatments.pdf

10. Elmets, C.A., Lim, H.W., Stoff, B., Connor, C., et al. Joint American Academy of Dermatology National Psoriasis Foundation guidelines of care for the management and treatment of psoriasis with phototherapy. J Am Acad Dermatol [Internet]. 2019;81(3):775-804. Available at: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31351884. doi: 10.1016/j.jaad.2019.04.042.

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